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Ingegneria

È del 2018 la stretta collaborazione tra ADieRre di Andena Stefano Project & RE Consulting, e STRUCTURA ENGINEERING S.r.l., società di ingegneria con sede in Rimini.

Il core business di STRUCTURA ENGINEERING S.r.l. è l'ingegneria strutturale, ma nel corso degli anni sono stati sviluppati anche progetti di un certo rilievo architettonico.

Lo studio è composto di dipendenti e collaboratori che svolgono la loro attività principalmente all'interno della struttura organizzativa coordinata dall'Ing. Sarti, in prima persona. Questo struttura organizzativa garantisce al committente un controllo attento e puntuale delle varie fasi della progettazione, tempi di esecuzione piuttosto celeri e un elevato livello qualitativo.

Nel corso della sua storia lo Studio ha realizzato progetti per lavori sia pubblici che privati in Italia e all'estero, collaborando con i più noti Architetti della scena nazionale e internazionale e soddisfacendo le esigenze di committenti molto importanti.

Particolare rilievo acquisiscono le opere realizzate per conto di Committenze prestigiose, nonché in occasione di rilevanti concorsi, in collaborazione con Studi di Architettura di fama nazionale ed internazionale, quali Massimiliano Fuksas, Mario Cucinella, Gae Aulenti, Wilmotte & Associés, Michele De Lucchi, Paolo Portoghesi, Eduard Mijic, Dante Benini, Piero Sartogo, Modostudio, Studio Zoppini, Cerri & Colombo, ecc. Oltre alla progettazione e direzione lavori strutturale.

Mission

La mission diADieRre di Andena Stefano Project & RE Consulting e di STRUCTURA ENGINEERING S.r.l. è quella di fornire un servizio completo in ambito REAL ESTATE sia di analisi di patrimoni immobiliari si di progettazione, analisi e direzione lavori di strutture semplici e complesse.

ADieRre di Andena Stefano Project & RE Consulting e STRUCTURA ENGINEERING S.r.l. offrono i propri servizi, come partner ideali per la gestione e realizzazione di attività tecniche, attraverso la seguente area di intervento specialistica:

  1. INGEGNERIA

Il PushOver

– il sistema

Qualora invece, con particolare riferimento a strutture murarie assai antiche sistematicamente prive di collegamento (assenza di ammorsamento agli incroci murari, orizzontamenti assai deformabili, assenza di incatenamenti), per le quali analisi matematiche globali perdono logicamente senso, ed occorre ricorrere ad analisi locali dei vari macroelementi strutturali componenti il fabbricato, si può fare riferimento, in luogo delle analisi cinematiche lineari tradizionali, a delle analisi cinematiche (analisi all’equilibrio limite) non lineari, che posseggono una formulazione matematica concettualmente simile all’analisi pushover. Anche in questi casi, le analisi cinematiche non lineari forniscono, tendenzialmente, risultati più accurati e indici di rischio assai più favorevoli rispetto alle analisi cinematiche lineari.

In sintesi, con i metodi sopra descritti d’ “ingegneria raffinata”, si ottengono dalle analisi numeriche “performance” dei fabbricati esistenti maggiori, e, parallelamente, una significativa diminuzione degli interventi di rinforzo necessari ai fini del miglioramento/adeguamento sismico.

In genere, quando si iniziano dei lavori di ristrutturazione di un qualsivoglia fabbricato, si viene a creare un’occasione d’intervenire anche in termini di miglioramento e/o adeguamento sismico del fabbricato stesso.

Infatti, una semplice operazione di “restyling”, unita a lavori di rinnovamento e adeguamento impiantistico, comporta comunque, in vari casi, la messa a “nudo” o quasi delle strutture. Si può, in genere, sfruttare l’occasione per limitatati interventi strutturali, con particolare riferimento agli elementi verticali portanti (pilastri e setti in c.c.a., murature portanti) per conseguire un notevole miglioramento sismico, se non l’adeguamento, delle strutture del fabbricato.

Esistono infatti tecniche di analisi numerica che, rispetto a quelle tradizionali, “sfruttano” al massimo tutte le riserve di resistenza all’azione sismica dei fabbricati esistenti, permettendo di cogliere ottimi risultati in termini di diminuzione del rischio sismico, con limitati interventi strutturali.

Nello specifico, esistono diverse modalità di analisi matematica delle strutture ai fini della relativa valutazione della sicurezza, che interpreti in maniera più realistica possibile i dati, che si saranno ottenuti, in merito alla geometria delle strutture, ai carichi agenti, ai dettagli costruttivi, alla caratterizzazione meccanica dei materiali, per valutare la risposta della struttura alle varie azioni esterne, fra cui tutte l’azione sismica.

Un’analisi particolarmente avanzata in tal senso, e che permette, tendenzialmente, di ottenere risultati sullo stato delle strutture più favorevoli rispetto ad altri tipi di analisi, è l’analisi pushover (analisi incrementale elasto – plastica al passo, del tipo statica non lineare). Essa ha il vantaggio di investigare il comportamento fino al collasso globale della struttura (cosa che altri tipi di analisi più tradizionali non consentono di fare).

Il PushOver

PushOver – il sisma bonus

Si tenga infine conto dei vari sgravi ed incentivi fiscali previsti (SismaBonus) per il committente che intraprenda un percorso di miglioramento e/o adeguamento sismico delle strutture di un fabbricato esistente, oltre all’indubbio vantaggio d’ “immagine”. In dettaglio, tramite i metodi numerici avanzati di calcolo sopra descritti, con limitati interventi strutturali agevolmente attuabili e cantierizzabili durante le fasi di ristrutturazione, è possibile migliorare di una o due o più classi di rischio, cui corrispondono livelli crescenti di detrazione fiscale premiante ai sensi del SismaBonus. Nello specifico, grazie al SismaBonus, per abitazioni, prime e seconde case, e edifici produttivi, direzionali e commerciali, la detrazione è al 70% se si migliora di 1 classe di rischio, all’80% se si migliora di 2 o più classi di rischio; per le parti comuni dei condomini la detrazione è al 75% se si migliora di 1 classe di rischio, all’85% se migliora di 2 o più classi di rischio. L’ammontare delle spese detraibile non deve essere superiore a euro 96.000 per ciascuna delle unità immobiliari di ciascun edificio, per ciascun anno per massimo cinque anni, da ripartirsi in cinque quote annuali di pari importo. Infine, le spese sostenute per la diagnosi sismica degli edifici, ossia l’onorario dei professionisti coinvolti, sono detraibili al 100%, a prescindere dall’effettiva esecuzione o meno di specifici interventi antisismici.

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